Polinesia - Il Paradiso in Terra

La leggenda narra che le isole della Polinesia furono create da un enorme banco di pesci negli abissi dell’oceano. Un giorno il Dio Maui navigava per mare insieme ai suoi fratelli e decise di pescare. La pesca fu talmente abbondante che i fratelli esausti dalla giornata si addormentarono. Maui iniziò a cantare per infondere energia alla sua canna fino a quando sentì uno strattone troppo forte per essere un pesce. Svegliò a questo punto i suoi fratelli e dopo notevoli sforzi riuscirono a tirare fuori quello che pensavano essere un pesce: era invece un’isola!! Da quel giorno le isole della Polinesia ebbero origine spargendosi nell’oceano.

118 Perle da sogno
La ricchezza della cultura polinesiana, la tranquillità del quotidiano e la calma delle sue genti, sono elementi unici nel suo genere e rappresentano per il visitatore un’esperienza indimenticabile. All’arrivo chiunque viene accolto da un caloroso benvenuto accompagnato dalla suadente musica degli ukele (chitarra polinesiana) e da una ghirlanda di Tiare simbolo di Tahiti e delle sue isole.
Le 118 isole polinesiane sono suddivise in 5 arcipelaghi molto distanti fra loro; sono di aspetto molto diverso, sia geograficamente che culturalmente e distribuite su una superficie marittima di 4 milioni di km quadrati.

Arcipelago delle Società: il loro nome fu dato dal capitano Cook, che le ha nominate Isole della Società in riconoscenza alla Società Reale di Londra finanziatrice della spedizione. L’arcipelago è costituito dalle Isole Sopravento e dalle Isole Sottovento. Sono isole essenzialmente montagnose ed emergono dall’oceano circondate da barriere coralline che delimitano lagune dai colori incantevoli. La principale è Tahiti, la più grande Papeete, sede dell’amministrazione. Questo arcipelago comprende Moorea, Bora Bora, Huahine, Raiatea Taha’a e Maupiti. Arcipelago delle Tuamotu: insieme di isole basse o atolli ciascuno dei quali è rinchiuso nella sua laguna da una cintura di corallo; gli atolli non sono isole ma barriere coralline molto antiche che circondavano isole ormai inghiottite dall’oceano. Rangiroa, Tikehau, Manihi, Fakavara sono le isole più belle e rappresentative. L’arte delle Tuamotu risente della mancanza di risorse disponibili negli altri arcipelaghi (non ci sono alberi). Gli abitanti delle Tuamotu hanno sviluppato l’arte del tattoo, rappresentati non solo sulla pelle dei loro abitanti, ma anche come ornamenti su coralli e madre perla.
Arcipelago delle Marchesi: “la terra degli uomini” isole alte che si ergono come fortezze nel bel mezzo dell’oceano, dal colore verde scuro, formano spettacoli naturali inimitabili che solo una mano divina poteva creare.
L’arcipelago è composto da dodici isole di cui solo 6 abitate: Nuku Hiva, Hiva Oa, Ua Pou Ua Huka.
Arcipelago delle Australi: 5 isole alte e selvagge; Rurutu, Tubuai, Rimatara, Raivavae e Rapa. Sono anche il luogo di incontro delle balene megattere tra luglio e ottobre. Godono di un clima più freddo che ha permesso loro di coltivare alcuni prodotti non presenti negli altri arcipelaghi quali patate, vegetali e caffè.
Arcipelago delle Gambier: L'arcipelago viene anche definito la "culla delle perle polinesiane": infatti grazie alla presenza delle lagune che formano questo arcipelago, le isole di Gambier sono il luogo ideale per la coltura delle ostriche.